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Poros

Tra Poros e la costa del Peloponneso, all'altezza della cittadina di Galatas, il mare si restringe fino a diventare un canale larg...

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Tra Poros e la costa del Peloponneso, all'altezza della cittadina di Galatas, il mare si restringe fino a diventare un canale largo poco più di trecento metri: basta una manciata di minuti di traghetto, o il tempo di vedere una barca a remi attraversarlo, per passare dall'isola alla terraferma. Non è un'esclusione tra due mondi, ma quasi una continuità: la sera, dai tavolini del lungomare, si vedono le luci di Galatas accendersi come se appartenessero allo stesso paese, e non è raro che i residenti facciano la spola più volte al giorno per lavoro o per fare la spesa. Questa vicinanza estrema, rara nell'arcipelago Saronico, è il tratto che definisce Poros più di ogni altro. L'isola stessa è in realtà doppia: un piccolo lembo vulcanico, Sferia, dove sorge l'abitato principale addossato a un colle, collegato da un istmo artificiale a Kalavria, molto più estesa e interamente ricoperta di pinete. È in quest'ultima che l'antichità ha lasciato il segno più profondo, con il santuario di Poseidone dove l'oratore Demostene scelse la morte piuttosto che la cattura. Ma Poros ha avuto un ruolo anche nella storia più recente della Grecia, come sede di trattative diplomatiche legate alla nascita dello Stato moderno e, per gran parte del Novecento, come casa della scuola cadetti della marina militare ellenica. Un'isola tranquilla, meno mondana di Hydra e meno elegante di Spetses, ma con una densità di storia sorprendente per le sue dimensioni.

Aggiornato il 10 luglio 2026

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Poros, la sua storia

Due isole in una: Sferia e Kalavria

Quello che oggi chiamiamo Poros è in realtà l'unione di due isolotti distinti. Sferia, di origine vulcanica e di dimensioni ridotte, ospita l'abitato principale, cresciuto a gradoni su un colle conico affacciato sullo stretto. Kalavria, molto più grande e quasi interamente boscosa, vi si collega tramite un istmo artificiale colmato nel corso dei secoli, che oggi si attraversa in pochi minuti a piedi o in auto. Questa doppia natura spiega il contrasto tra il centro urbano, denso e vivace, e l'entroterra, silenzioso e coperto di pini d'Aleppo, che si apre subito al di là del canale interno.

Il santuario di Poseidone e la fine di Demostene

Sulla collina boscosa di Kalavria sorgeva in antico il santuario panellenico di Poseidone, sede di un'amphictyonia, una lega religiosa che riuniva diverse città greche della regione per riti e giochi comuni. Il luogo è passato alla storia soprattutto per un episodio drammatico: nel 322 a.C., braccato dai soldati macedoni di Antipatro dopo la sconfitta della rivolta ateniese, l'oratore Demostene si rifugiò proprio in questo santuario e, pur di non cadere prigioniero, si tolse la vita con il veleno. Dei resti del tempio, oggi visitabili tra i pini, restano fondamenta e blocchi squadrati che permettono di immaginarne l'impianto originario.

Poros e la nascita della Grecia moderna

Nel 1828, mentre la guerra d'indipendenza greca si avviava alla conclusione, Poros fu scelta come sede di importanti incontri diplomatici tra le grandi potenze europee, interessate a definire i confini e lo status del nuovo Stato greco. La posizione riparata dello stretto e la vicinanza al Peloponneso, teatro dei combattimenti più intensi, resero l'isola un luogo pratico per questi negoziati. Fu un episodio che, insieme al ruolo di capitale temporanea giocato dalla vicina Egina nello stesso periodo, testimonia quanto le isole del Saronico fossero centrali nella fase costitutiva della Grecia contemporanea.

La scuola dei cadetti della marina

Per gran parte del Novecento Poros ha ospitato la scuola cadetti della marina militare ellenica, un'istituzione che ha lasciato un segno tangibile nell'identità dell'isola: edifici scolastici, una presenza costante di allievi in divisa e un legame profondo con le tradizioni navali greche, non dissimile per spirito, anche se più istituzionale, da quello di Hydra e Spetses. La base, oggi ridimensionata rispetto al passato, ha comunque contribuito a mantenere Poros un'isola meno votata al turismo di massa e più legata a un'economia locale diversificata.

La torre dell'orologio, simbolo dell'isola

Sulla sommità del colle di Sferia, ben visibile da qualunque punto del porto e dello stretto, si erge la torre dell'orologio, costruita nel 1927 e diventata da allora l'immagine più riconoscibile di Poros. Per raggiungerla si sale lungo una scalinata che attraversa il tessuto urbano più antico, tra case bianche e blu digradanti verso il mare: la vista dall'alto abbraccia contemporaneamente il porto, il canale e la costa del Peloponneso, restituendo in un solo colpo d'occhio la geografia particolare dell'isola.

Il monastero di Zoodochos Pigi

Immerso nella pineta di Kalavria, a pochi chilometri dal centro, sorge il monastero di Zoodochos Pigi, fondato nel Settecento e dedicato alla Vergine "Fonte della Vita". La struttura, con il suo cortile ombreggiato e l'iconostasi in legno intagliato, è ancora oggi luogo di culto attivo e meta di visite brevi lungo il percorso che dal centro abitato conduce verso l'interno boscoso dell'isola. Il contrasto tra il silenzio del monastero e il viavai del porto, distante pochi minuti, è uno dei tratti più caratteristici di una gita a Poros.

Lemonodasos, il bosco di limoni oltre lo stretto

Sulla sponda opposta del canale, sul versante del Peloponneso vicino a Galatas, si estende Lemonodasos, uno dei più grandi agrumeti della Grecia, piantato già nel Settecento e ancora oggi coltivato a limoni e aranci su diverse migliaia di alberi. Sentieri ombreggiati attraversano il bosco fino a una piccola taverna tradizionale situata al suo centro, meta di passeggiate che si combinano facilmente con la visita a Poros grazie alla brevissima traversata in barca. In primavera, quando gli agrumi sono in fiore, l'aria del bosco si carica di un profumo intenso che si avverte già dall'acqua.

Le pinete di Kalavria

Superato l'istmo che unisce le due isole, il paesaggio cambia radicalmente: Kalavria è ricoperta quasi per intero da una fitta pineta di Aleppo che scende fino alle insenature della costa, alternata a rade radure coltivate. Percorsi sterrati e piccole strade asfaltate permettono di attraversarla in bicicletta o a piedi, toccando calette poco frequentate e punti panoramici sullo stretto. È il volto più naturale e meno turistico dell'isola, apprezzato da chi cerca un ritmo lento lontano dal porto.

Neorio e Askeli, le spiagge dell'isola

Le due località balneari principali di Poros si trovano lungo la costa di Kalavria: Neorio, a nord, con una spiaggia di ciottoli riparata e diversi stabilimenti familiari, e Askeli, più estesa e attrezzata, punteggiata da taverne che si affacciano direttamente sul mare verso il Peloponneso. Entrambe sono raggiungibili facilmente in autobus locale, taxi o bicicletta dal centro, e rappresentano l'opzione più pratica per chi cerca un bagno senza allontanarsi troppo dall'abitato principale.

  • Salire alla torre dell'orologio per la vista sullo stretto
  • Attraversare in barca il canale e passeggiare nel bosco di limoni di Lemonodasos
  • Visitare i resti del santuario di Poseidone tra le pinete di Kalavria
  • Noleggiare una bicicletta per esplorare l'entroterra boscoso dell'isola
  • Fare il bagno alle spiagge di Neorio o Askeli
  • Cenare in una taverna sul lungomare guardando le luci di Galatas accendersi

Quando andare e come vivere Poros

Poros ha un carattere più tranquillo rispetto a Hydra e Spetses, ed è frequentata soprattutto da famiglie greche nei weekend estivi e da chi cerca una base comoda per esplorare anche la vicina costa del Peloponneso. La primavera, con gli agrumeti di Lemonodasos in fiore, e il primo autunno restano i periodi più piacevoli per camminare nelle pinete di Kalavria senza il caldo estivo. Una sosta di una o due notti permette di alternare il ritmo del porto a quello, molto più lento, dell'entroterra e della sponda opposta del canale.

Domande frequenti

Come si arriva a Poros da Atene?
Con aliscafi Flying Dolphin o traghetti dal porto del Pireo, in circa un'ora, oppure via terra fino a Galatas nel Peloponneso e poi con un brevissimo traghetto locale che attraversa lo stretto in pochi minuti.
Quanto è largo il canale tra Poros e il Peloponneso?
Nel punto più stretto, davanti al centro abitato, il canale misura poco più di trecento metri, attraversato in pochi minuti da piccoli traghetti continui.
Cosa vedere a Poros in un giorno?
La torre dell'orologio, il porto di Sferia, una passeggiata nella pineta di Kalavria fino al monastero di Zoodochos Pigi e una traversata al bosco di limoni di Lemonodasos.
Poros è adatta a chi viaggia con bambini?
Sì, è tra le isole più tranquille del Saronico, con spiagge comode come Neorio e Askeli e un centro facilmente percorribile a piedi.
Ci si sposta in auto a Poros?
Nel centro di Sferia è preferibile muoversi a piedi; per Kalavria e le spiagge sono comodi autobus locali, taxi, biciclette o scooter a noleggio.

Come arrivare

In aereo
  • Aeroporto Internazionale di Atene "Eleftherios Venizelos", circa 2 ore tra trasferimento al Pireo e traversata
In auto
  • In auto si può raggiungere Galatas, sulla costa del Peloponneso, e da lì attraversare il canale con il traghetto locale in pochi minuti; in alternativa aliscafi e traghetti partono direttamente dal Pireo.
Consiglio
  • Se si viaggia in auto dal Peloponneso, il traghetto navetta per Galatas è economico e frequentissimo: spesso conviene lasciare l'auto sulla terraferma e girare Poros a piedi o in bici.

Perfetto per

Storia antica

Il santuario di Poseidone tra i pini di Kalavria custodisce la memoria della morte di Demostene.

Natura e agrumi

Il bosco di limoni di Lemonodasos, a un passo dal porto, profuma l'aria in primavera.

Tranquillità

Meno mondana di Hydra e Spetses, Poros è l'isola giusta per un ritmo lento e familiare.

Escursioni

Le pinete di Kalavria si prestano a camminate e giri in bicicletta lontano dal centro.

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