Arsiè
Arsiè è un comune montano della provincia di Belluno, incastonato tra la Valsugana e le prime propaggini del Monte Grappa, al conf...
Aggiornato il 12 luglio 2026
Il racconto
Arsiè, la sua storia
Un territorio di confine tra Belluno e Trentino
Arsiè si trova nell'estremo lembo occidentale della provincia di Belluno, in una posizione di cerniera tra la Valsugana trentina, il Monte Grappa e la Valbelluna, che qui si apre verso la pianura. Questa collocazione di confine ha fatto del territorio, nel corso dei secoli, un luogo di passaggio e di scambio tra culture alpine diverse, e ne spiega ancora oggi certe affinità con le vicine aree trentine, sia dal punto di vista paesaggistico sia da quello delle tradizioni locali. Il comune è formato da numerose piccole frazioni sparse sui versanti montuosi, ciascuna con una propria identità storica.
La piana di Ligont prima del lago
Prima della costruzione della diga, l'area oggi occupata dal lago del Corlo era conosciuta come piana di Ligont, una zona ricca d'acqua e fertile, coltivata quasi interamente a mais e tabacco, con i piccoli borghi di Giuliàt, Cèsa, Cabalàu e Carèr che vi sorgevano attorno alla chiesa di Rocca. Era una vallata vivace, attraversata dal torrente Cismon, che per secoli aveva sostenuto un'economia agricola di montagna basata su queste colture, in un contesto altrimenti povero di terreni pianeggianti coltivabili. La memoria di questa piana, oggi sommersa, resta viva nel racconto degli abitanti più anziani della zona.
La diga, il 1954 e i paesi sommersi
A partire dagli anni Trenta, la società elettrica SADE avviò un ambizioso progetto per sbarrare il torrente Cismon e creare un grande bacino idroelettrico, dopo studi preliminari che risalivano già al 1908. I lavori comportarono l'esproprio dei terreni e la demolizione dei borghi della piana di Ligont; con la creazione dell'invaso nel 1954 i villaggi di Giuliàt, Cèsa, Cabalàu e Carèr, insieme alla chiesa di Rocca, campi e strade, furono quasi interamente sommersi dalle acque. Fu risparmiato solo il campanile della chiesa, che oggi emerge ancora dal lago nella frazione di Rocca, diventando uno dei simboli più intensi e fotografati dell'intero Bellunese.
Il lago del Corlo oggi
Il lago del Corlo, dalla caratteristica forma allungata, si è nel tempo trasformato da ferita nel paesaggio a uno degli elementi naturalistici più apprezzati del territorio, meta di escursionisti, appassionati di pesca e fotografi. Le sponde, tra boschi e piccole spiagge di ghiaia, offrono percorsi panoramici a piedi e in bicicletta, con scorci sul campanile sommerso che, nei periodi di magra, riemerge quasi interamente, restituendo per pochi mesi l'immagine del borgo scomparso. Il lago rappresenta oggi il principale motivo di attrattiva per chi visita Arsiè, capace di unire un paesaggio di grande suggestione a una storia toccante di comunità trasformate.
Vita di montagna ed economia locale
Arsiè è oggi un comune di montagna a bassa densità abitativa, la cui economia si regge su un mix di agricoltura di nicchia, piccole attività artigianali, turismo escursionistico legato al lago e alla montagna, e pendolarismo verso i centri della Valsugana trentina e della Valbelluna. Non essendo una meta di turismo di massa, il paese conserva un carattere autentico, fatto di piccole comunità legate alle proprie frazioni, tradizioni agricole di montagna e un rapporto stretto con un territorio segnato in profondità dalle vicende del Novecento, dalla Grande Guerra alla costruzione della diga.
Come arrivare e dintorni
Arsiè si raggiunge dalla Valsugana o da Feltre, attraverso strade di montagna che risalgono la valle del Cismon, ed è comodo punto di passaggio tra il Trentino e il Bellunese. La zona si presta a un turismo lento, fatto di escursioni attorno al lago, visite ai piccoli borghi di montagna e soste enogastronomiche nei rifugi e agriturismi locali. Nei dintorni si trovano Feltre, con il suo centro storico veneziano, e le prime propaggini del Monte Grappa, meta di ulteriori itinerari escursionistici e storici legati alla Grande Guerra.
Esperienze da non perdere
- Ammirare il campanile sommerso della chiesa di Rocca quando riemerge dalle acque del lago del Corlo
- Percorrere a piedi o in bicicletta i sentieri panoramici attorno al lago
- Scoprire la storia della piana di Ligont e dei borghi scomparsi con la costruzione della diga
- Esplorare le piccole frazioni di montagna sparse sui versanti di Arsiè
- Praticare pesca ed escursionismo tranquillo lontano dai grandi flussi turistici
Da vedere
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